Mashape ne è l'ennesima prova...start-up italiana creata da 3 ragazzi, Marco Palladino, Michele Zonca e Augusto Marietti, che sono stati costretti ad andare negli States pur di trovare qualcuno disposto a finanziare il loro progetto.
Perchè? Secondo gli investitori del “Bel Paese” i tre erano troppo giovani per poter avere delle buone idee e, così, li hanno snobbati. Come se essere giovane fosse, di per sé, sinonimo di scarsa attitudine, come se i colpi di genio fossero una prerogativa degli uomini d’esperienza. Ma se solo quegli imprenditori si fossero presi la briga di studiare il seppur esiguo curriculum di questi ragazzi avrebbero scoperto che Augusto, a 18 anni, aveva già fondato MemboxX, il primo sito italiano di online storage di documenti e password, e Marco a soli 17 anni andava già in giro a chiedere finanziamenti per realizzare le sue idee.
10 mesi di programmazione, 90 mila righe di codice in un derivato di xml, arrivando a quello che potremmo definire come un aggregatore di applicazioni che consente agli sviluppatori di ottenere facilmente tutte le API di cui hanno bisogno per arrivare al servizio che hanno intenzione di offrire. Il tutto tramite una semplicissima barra di ricerca. Un’idea buona ma che in Italia ha fatto fatica ad essere accettata da investitori che non credevano assolutamente nelle potenzialità di ragazzi così giovani.
Quindi che si fa? si vola in California, dove in soli 19 giorni riescono a trovare i giusti finanziamenti...
Storia da film? no, cruda realtà per noi italiani che ci ritroviamo a vivere in un paese per vecchi...dove si investe nell'istruzione poco più della repubblica Slovacca...

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